Olimpiadi, Bolt nella storia: suoi anche i 200 m
OLIMPIADI BOLT USAIN ATLETICA VITTORIA 200 M STORIA / LONDRA (Gran Bretagna) – Le Olimpiadi moderne hanno un nuovo mito. Si chiama Usain Bolt, di nazionalità giamaicano anche se a molti pare un extraterrestre. Si guadagna da vivere correndo, o meglio scappando. Sempre più veloce di tutti gli altri, quanto meno sulla breve distanza. E’ suo lo scatto più veloce, sia sui 100 che sui 200 m. Discipline fortunate già nella scorsa edizione dei Giochi Olimpici e bissate anche nella rassegna londinese.
Una pagina di storia è stata scritta, rigorosamente in grassetto. “Bold”, direbbero gli inglesi, parafrasando l’aggettivo con il nome del campione che, ora, è pronto a riposarsi e a guardarsi attorno. Vincere aiuta a vincere ma spesso capita di volersi ritirare nel momento migliore. La preparazione alle Olimpiadi di Rio è ancora lontana, tale da poter sperimentare nuove sensazioni, sfide di diverso calibro e discipline tangenziali a quelle già in dote. C’è il calcio, un sogno più per Bolt che per Sir Alex Ferguson. Un conto è lo scatto bruciante, un conto sono i piedi che servono per giocare. Più concreta potrebbe invece essere la possibilità di rivedere Bolt alle Olimpiadi nelle vesti di saltatore in lungo, altra ipotesi che il diretto interessato non tralascia. Il capitolo olimpionico non è, dunque, chiuso. Restano quattro anni di transizione, nei quali Bolt capirà cosa vuol fare da grande. Sicuramente con qualche chilo in più d’oro al collo.
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